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Raccolta fondi a sostegno delle zone terremotate

Il risultato del concerto per la raccolta di fondi a favore delle popolazioni delle zone terremotate del 13 novembre sono stati raccolti 1.007,00 euro che saranno il nostro contributo al rifacimento della piazza e dei giardini di Amatrice.

Ringraziamo la banda Vigili urbani di Roma Capitale che si sono esibiti magnificatamente e ringraziamo il cuore grande dei cittadini di Monteverde per la loro generosità.

Appello per il parco Merolli

Il Parco Merolli ” Il giardino Incantato”con la sua ludoteca rischia la chiusura il 31 ottobre.
Il parco che accoglie giornalmente famiglie, anziani, persone del quartiere, e la ludoteca con le sue innumerevoli iniziative chiude perchè il Municipio non conferma il bando vinto a suo tempo. Insomma chiude per burocrazia o c’è dell’altro? Abbiamo apprezzato sempre le attività svolte dalle Acli con competenza e disponibilità verso le esigenze delle famiglie del territorio, abbiamo amato tanto questo spazio pubblico pulito e curato tanto da averlo adottato e avervi svolto molti bellissimi eventi.
NON VOGLIAMO CHE VENGA CHIUSO E SIA LASCIATO ALL’INCURIA E AL VANDALISMO.
NON VOGLIAMO CHE SIANO INTERROTTE BRUSCAMENTE LE ATTIVITA’ RIVOLTE AI BAMBINI E ALLE FAMIGLIE DI MONTEVERDE.

Incontro del Cooridnamento con il Municipio XII sul Forlanini

Si è svolto l’incontro tra una delegazione del Coordinamento con la Presidente del Municipio XII Silvia Crescimanno e gli Assessori al Bilancio e ai Lavori Pubblici Valerio Vacchini e Valerio Andronico.
Abbiamo sottolineato che, a dieci anni dalla decisione di dismettere l’Ospedale Forlanini, e da quando l’immobile è nella disponibilità della Regione Lazio, questa non ha presentato un progetto organico sul futuro dell’ex Ospedale, mentre ha iniziato a deliberare piani per lo spostamento all’interno del Forlanini di uffici della Regione (Cittadella delle Amministrazioni). Tutto questo avviene nell’assoluta indifferenza riguardo le richieste dei cittadini, sottraendosi ad un confronto aperto e trasparente più volte richiesto.
Abbiamo quindi illustrato le linee di indirizzo e alcune nostre proposte per il riutilizzo e la valorizzazione del Complesso del Forlanini.
Il Presidente e gli Assessori, dopo aver messo in evidenza la gravosità dell’impegno economico per la ristrutturazione degli immobili hanno affermato di condividere le linee del Coordinamento e hanno sottolineato che l’orientamento della Giunta Municipale è per la riconversione del Forlanini con servizi Socio-Sanitari e Culturali.

Incontro con il responsabile alle politiche sociali della CRI

Il 22 ottobre una delegazione del Comitato di Quartiere Monteverde Nuovo ha incontrato il responsabile alle politiche sociali della CRI che si interessa del HUB di Via Ramazzini.
Ci ha spiegato che il centro di smistamento ora ospita 414 persone divisi in due gruppi di tendopoli e le famiglie sono ospitate presso una struttura.
I migranti vengono registrati al momento dello sbarco e a loro vengono prese le impronte digitali. La tendopoli li accoglie per un massimo di 15/20 gg. in attesa che la Prefettura li destini ai centri di accoglienza permanenti.
Ai migranti viene dato all’arrivo una scheda telefonica di 15,00 euro e un buono di 2,50 euro giornaliero (quindi non soldi).
Noi abbiamo messo in evidenza tutte le criticità della loro presenza sul nostro territorio e le paure che si generano tra i concittadini. Loro ci hanno rassicurato che tramite i loro mediatori culturali cercano di far capire loro la maniera migliore di comportarsi. Abbiamo insistito molto sul fatto che non si possono tenere persone senza un’occupazione e ci hanno detto che due volte a settimana hanno il cineforum, corsi di lingua italiana, un campo di calcio.
Abbiamo consegnata la lettera scritta al Prefetto per garantire la sicurezza del territorio e abbiamo chiesto una maggiore attenzione affinchè non si verifichino più episodi recenti che hanno messo in allarme i cittadini di Monteverde.
Inoltre ci siamo impegnati a verificare periodicamente la situazione e a svolgere opere di integrazione e di accoglienza verso queste persone che fuggono da Paesi in guerra.
Il Prefetto di Roma in un incontro con il Municipio ha deciso di ridurre il numero degli ospitati e nel futuro mandare solo famiglie di migranti in maniera più stanziale e permanente in modo di garantire una maggiore sicurezza del territorio.

Centro di Accoglienza CRI di Via Ramazzini

Alcune iniziative del Comitato di Quartiere Monteverde Nuovo:
Nell’incontro con la Presidente del Municipio abbiamo sollecitato un suo interessamento sulla situazione che si è venuta a creare nel quartiere per la presenza di un centro di accoglienza nel cuore del territorio.
Abbiamo scritto al Prefetto di Roma dott. Paola Basilone esprimendo le preoccupazioni dei cittadini e chiedendo “strumenti idonei che possano garantire la sicurezza del quartiere” .
Abbiamo inoltre espresso l’opinione che “Abbiamo a cuore l’integrazione di queste popolazioni provenienti da zone di guerra e non vogliamo sottrarci agli obblighi di accoglienza degni di un Paese civile (richiamati anche dalla nostra Costituzione e dagli infaticabili appelli di Papa Francesco) ed è proprio per questo che una gestione non trasparente del centro non aiuta allo scopo; pertanto vorremmo sapere l’effettivo numero degli ospiti della struttura, se sono previsti ulteriori arrivi e comprendere con chiarezza se effettivamente hanno diritto ad essere ospitati nel nostro Paese”
Al Prefetto abbiamo chiesto un incontro.
Ci stiamo attivando per un sopralluogo presso il Centro di accoglienza della CRI.

Lettera al Prefetto di Roma sul centro di accoglienza

Spett.le Prefetto di Roma
Dott.ssa Paola Basilone

Desideriamo sottoporre alla Sua attenzione le preoccupazioni dei cittadini di Monteverde Nuovo a causa dell’insediamento presso La Croce Rossa di Via Ramazzini di un centro di accoglienza per migranti.
Riteniamo che la suddetta tendopoli che all’inizio doveva contenere solo 150 persone si stia allargando e che siano arrivati a 400 persone circa. Dopo l’ultimo fatto gravissimo (mi riferisco all’aggressione di una commerciante all’interno del suo negozio) causato da un ospite del CRI e che ha esacerbato le preoccupazioni già presenti tra la popolazione, chiediamo che siano messi in campo strumenti idonei che possano garantire la sicurezza del quartiere.
Abbiamo a cuore l’integrazione di queste popolazioni provenienti da zone di guerra e non vogliamo sottrarci agli obblighi di accoglienza degni di un Paese civile (richiamati anche dalla nostra Costituzione e dagli infaticabili appelli di Papa Francesco) ed è proprio per questo che una gestione non trasparente del centro non aiuta allo scopo; pertanto vorremmo sapere l’effettivo numero di ospiti della struttura, se sono previsti ulteriori arrivi e comprendere con chiarezza se effettivamente hanno diritto ad essere ospitati nel nostro Paese.
Chiediamo di essere da Lei ricevuti per confrontarci e contribuire con nostre proposte, avendo come obiettivo di creare tra i cittadini la consapevolezza di questa nuova realtà.
In attesa di un suo gentile riscontro Le invio cordiali saluti.

Il Presidente del Comitato di Quartiere
Tina Pelliccia

Sabato 8 ottobre pulizia di Via Balestra con Retake Portuense/Monteverde

Una bella mattinata di sole e di partecipazione civica per restituire decoro al nostro quartiere. Grazie a Retake e a tutti i partecipanti.

Via Balestra1

Martedì 19 luglio 2016 fiaccolata per il Forlanini

Il Coordinamento “Forlanini Proprietà Pubblica Bene Comune”, del quale fa parte il Comitato di Quartiere Monteverde Nuovo, ha aderito alla fiaccolata organizzata dalla UIL martedì 19 luglio alle ore 19.00 in Piazza “Carlo Forlanini”.

Partecipiamo tutti insieme per dare forza alle nostre richieste.

Locandina Fiaccolata UIL

Alcune notizie sull’assemblea pubblica: “Il Forlanini non si vende” del 9 maggio

Innanzitutto grande partecipazione ed interesse. Gli interventi hanno focalizzato il problema del Forlanini inserendolo nel discorso più ampio del progressivo abbandono della sanità pubblica, giustificandolo con il debito, a favore della sanità privata convenzionata.
Noi come Coordinamento abbiamo messo in evidenza il grande lavoro di circa due anni per armonizzare in un progetto comune realtà associative del territorio e persone molto diverse tra loro che avevano ed hanno un obiettivo: quello della difesa di un bene comune. Si è parlato di economia, di urbanistica, di ambiente, di cartolarizzazione, della situazione di degrado ecc..
Erano presenti i Presidenti del Municipio XII e XI Cristina Maltese e Maurizio Veloccia ed hanno assicurato di farsi parte attiva per sollecitare la Regione ad attivare un incontro (più volte richiesto dal Coordinamento) per ascoltare i cittadini ed avviare una prassi di politica partecipata.
Nelle conclusioni abbiamo sollecitato i cittadini a diventare parte attiva nel sostenere l’azione del Coordinamento “Forlanini Proprietà Pubblica Bene Comune”.

Articolo sul Forlanini di Valentina Conti su “iltempo.it”

Roma, 10/5/2016

Quel reparto d’eccellenza accerchiato dai disperati.

Medicina nucleare è rimasto attivo.

Vive. Tra montacarichi luridi bloccati, sterpaglie, rifugi di clochard, padiglioni sconquassati. Continua il suo lavoro nell’ex ospedale chiuso di cui su queste pagine, da anni, abbiamo denunciato di tutto. Al Forlanini c’è ancora un reparto: Medicina Nucleare. L’unico rimasto in piedi perché impossibile da trasferire al vicino San Camillo – dove si sono individuati i locali adatti – per un solo motivo: la mancanza di fondi necessari per i lavori di ristrutturazione. Sta lì, al piano terra del settore H. Per accedervi dall’ingresso principale dell’ex nosocomio oltrepassiamo il corridoio horror a pezzi con le mattonelle della pavimentazione saltate, le stanze piene di materiali alla deriva e scendiamo giù oltre la rampa di scale. Il rumore dei nostri passi irrompe nel silenzio. Due le porte d’ingresso: una per il pubblico sotto l’arco all’esterno nella desolazione, l’altra per gli operatori sanitari. Si prenotano visite: ieri all’accettazione c’era la fila. Non ci sono degenti, ma l’attività prosegue. All’interno dell’ospedale fantasma.

Tempo fa anticipammo il possibile spostamento del reparto all’Ifo, poi si andò sul San Camillo. Sono stati presentati progetto e relazione in Regione, ma su quando avverrà il trasferimento nessuna certezza. D’altronde, il direttore generale dell’azienda ospedaliera Antonio D’Urso l’anno scorso rimarcò a Il Tempo : «La tempistica non sarà breve». Nella struttura rimangono pure il magazzino della farmacia, il Museo anatomico e, sull’altro versante, il corso di fisioterapia infermieristica. Il parcheggio è pieno di auto: «Parcheggia il personale del San Camillo, il pomeriggio anche le mamme che vanno a prendere i figli a scuola qui vicino», dice una signora che incontriamo, avvertendoci: «Stia attenta ai barboni»; «Abbiamo trovato sangue per terra nei padiglioni, la notte è una lotta», hanno raccontato gli operatori sanitari ai microfoni di Striscia. Ieri pomeriggio, in un incontro promosso dal Coordinamento Proprietà Pubblica-Bene Comune che riunisce tutte le associazioni a tutela del Forlanini, a cui hanno preso parte medici, urbanisti, economisti, cittadini, è stato messo nero su bianco un progetto per conservare la proprietà pubblica della struttura puntando sulla caratterizzazione socio-sanitaria, «tema rispetto al quale non c’è molta partecipazione istituzionale».

Una proposta partorita della società civile che farebbe risparmiare tanto alla Asl Roma 3. Come? Incamerando i 5 presidi della Asl per cui si spendono in affitto 3 milioni di euro l’anno, gli uffici amministrativi dell’Ares 118 che costano un milione di euro, le residenze sanitarie assistenziali (320 i posti letto possibili da ricavare), Case della Salute. E poi realizzando un centro culturale, spazi sociali di quartiere, un parco pubblico e una scuola di giardinaggio sfruttando il verde. Non solo. Il presidente dell’associazione Forlanini Domani Onlus, Lucio Mango ha suggerito «la creazione di una struttura culturale multietnica interreligiosa per il colloquio tra i popoli e, all’interno, di un Ostello della Gioventù».

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